Per anni, innumerevoli libri e articoli in tema di produttività hanno cercato di insegnarci come comportarci per rendere di più sul lavoro.

I consigli in passato erano in genere sempre gli stessi: esegui il più velocemente possibile il compito che ti è stato assegnato, agisci in multi-tasking, lavora più rapidamente, dedica maggior tempo al lavoro.

In breve, ci hanno insegnato ad essere un buon ingranaggio di una macchina che da noi pretende sempre di più.

Ma quella appena descritta è la vecchia scuola della produttività, la Produttività 1.0.

Oggi mi piace guardare alla Produttività 2.0, o Produttività Zen: un nuovo insieme di regole che possono cambiare il nostro approccio al lavoro. Vediamo come.

1. Non pensare solo a portare a termine il compito con rapidità – Concentrati e concediti il tempo necessario

Vecchia Scuola: Esegui il compito. La vecchia scuola della produttività ha insegnato che sul lavoro hai una serie di attività da portare a termine, e prima riesci a sbrigarle meglio è per tutti. Eseguire più compiti possibili in una giornata lavorativa era l’obiettivo ultimo. L’ossessione del tempo e delle urgenze era l’imperativo categorico cui asservirsi.

Produttività Zen: Lavora con più concentrazione. Il nuovo lavoratore non è ossessionato dalla rapidità e dalla necessità di affrettarsi a portare a termine i suoi compiti. Permette a se stesso di rallentare e di lavorare ad un passo più piacevole. Allontana le distrazioni e si focalizza su ciò su cui sta lavorando, con calma e senza fretta, con piacere, senza urgenze o assilli. Il nuovo lavoratore si appassiona ai compiti importanti ed eccitanti e li svolge con piacere ed interesse attivo. Tutto ciò conduce ad una nuovo concetto di produttività – una visione in cui è la qualità e non la rapidità ad avere importanza, dove c’è passione, entusiasmo e soddisfazione nel portare a termine un’attività.

2. Abbandona la carta – automatizza il tuo lavoro con la tecnologia.

Vecchia Scuola: stampa ogni documento, lavora tra tonnellate di carta. Il vecchio lavoratore aveva mucchi di fogli e questionari da riempire, stampava ogni documento e aveva imparato a destreggiarsi con abilità tra il fax, la stampante e la fotocopiatrice.

Produttività Zen: utilizza la tecnologia. Puoi avere a disposizione qualsiasi documento in formato digitale. Il nuovo lavoratore può conservare ogni dato rilevante all’interno di un computer e gestirlo in innumerevoli modi. Non c’è più bisogno di fotocopiare, stampare, faxare. Ciascuno di noi può comprare qualsiasi oggetto on line e farselo spedire a casa senza che sia necessario stampare un solo foglio– tutto può essere automatizzato. Cerca di sfruttarne al meglio i vantaggi.

3. Abbandona il multi-tasking – fai una cosa per volta.

Vecchia scuola: Il Multi-tasking è sinonimo di produttività. Sapersi destreggiare tra molteplici attività era considerata la massima espressione della produttività. Ma la realtà è un’altra. La mente umana non può cimentarsi nel multitasking senza ridurre drasticamente la qualità dei singoli processi. Il multitasking può facilmente indurre all’errore e portare allo stress. Il frenetico e impulsivo passaggio da un’attività all’altra ti impedisce di rilassarti e di ricaricare le energie mentali.

Produttività Zen: Fai una cosa per volta. Ciò di cui abbiamo costantemente bisogno è la nostra oasi di calma e serenità, anche nel bel mezzo di situazioni potenzialmente stressanti. Il nuovo lavoratore svolge una sola attività per volta, non ne inizia una nuova senza aver portato a termine la precedente. Non passa dall’una all’altra e si concede una breve pausa una volta portata a termine ciascuna di esse. Il nuovo lavoratore elimina tutte le possibili distrazioni. Se non necessari, chiude le mail ed internet, spegne il cellulare, si concentra solo sulla singola attività e non si preoccupa di altro.

4. Produci di meno, non di più.

Vecchia Scuola: Produci di più. Ancora, l’idea era che più è meglio. I buoni manager erano considerati tali se erano in grado di spremere al massimo i loro collaboratori. I buoni lavoratori erano quelli che producevano di più.

Produttività Zen: Produci di meno. “Più” non necessariamente significa meglio. Non è la quantità ciò che conta. Il nuovo pensiero valorizza la qualità, si focalizza sull’innovazione, sulla creatività. Il nuovo lavoratore punta a migliore il mondo in cui si muove, non a velocizzarlo o a riempirlo di cose inutili.

5. Abbandona le gerarchie, vivi (e lavora) in libertà.

Vecchia Scuola: Viva le gerarchie. Il vecchio modo di pensare riteneva il modello gerarchico quello più efficiente. Dopotutto nelle dittature i treni arrivano sempre in orario, no? Ma ciò non sempre è vero. Nelle strutture gerarchiche, i livelli più bassi sono spesso impossibilitati ad agire fin quando il livello superiore non abbia adottato una decisione, e di frequente i livelli più alti non hanno a disposizione le informazioni necessarie per decidere a causa di un difetto di comunicazione con i livelli più bassi. Il risultato è un circolo vizioso che causa elevata inefficienza.

Produttività Zen: Indipendenza, libertà e collaborazione. I modelli gerarchici stanno perdendo terreno, nuove forme di organizzazione e di collaborazione stanno emergendo. Sempre di più le persone riescono a lavorare in modo indipendente, sia all’interno di una struttura societaria che in proprio, come freelancers o consulenti. Il nuovo lavoratore ha il potere di prendere delle decisioni, la comunicazione è più efficiente, i margini di libertà sono più ampi, la collaborazione è più fluida. C’è passione in ciò che si realizza, il lavoro non è solo un mezzo di sussistenza.

6. Lavora di meno, non di più.

Vecchia scuola: Lavora fino a tardi. Lavora duro e fino a notte inoltrata! Produci! Lavorare fino a tardi ti faceva guadagnare dei punti con il tuo capo, e c’era competizione tra i colleghi per vedere chi lavorava di più e più a lungo. Chi andava via presto era considerato uno sfaticato, mentre chi rimaneva fino a tardi era considerato un bravo lavoratore, un esempio da imitare.

Produttività Zen: Lavora di meno. Il nuovo concetto di vita e di lavoro si sposa con l’idea di flessibilità. Tra i nuovi valori c’è la liberta, il nuovo lavoratore sta realizzando che il lavoro non è tutto e che ciò che davvero conta è essere felici, produrre lavoro di valore, avere la libertà di essere creativo ed innovativo, avere passione in ciò che si fa…piuttosto che dare tutto noi stessi per qualcosa di cui non ci importa granché. Il risultato è che un numero sempre maggiore di persone lavora da casa, molti concordano orari flessibili in base alle proprie esigenze, arrivano presto e se ne vanno prima, o arrivano tardi per restare più a lungo. Molti fanno una siesta nel pomeriggio, quando la loro produttività è al minimo, per riprendere più tardi freschi e riposati. E molti impongono dei limiti al numero di ore che intendono dedicare al lavoro, sia per avere più tempo per se stessi, la propria famiglia e gli amici, sia perché realizzano che tali limiti consentono loro di utilizzare in modo più efficace e produttivo il minor numero di ore lavorate.

Fabio

Se vuoi scrivermi: vivizen[at]vivizen.com

Related Post