Uno dei miei difetti principali fino a non molto tempo fa era la mia tendenza a reagire in modo brusco quando qualcosa mi innervosiva.

Questo aspetto della mia personalità finiva inevitabilmente per offuscare la felicità mia e di chi mi era vicino.

Il consiglio più frequente in tali circostanze è in genere quello di “contare fino a 10” prima di reagire. Il mio problema, a quel tempo, era che non riuscivo mai ad arrivare fino a dieci e reagivo ben prima.

Trovare il modo per controllare le mie reazioni è stato uno dei miei obiettivi principali fino a quando non sono riuscito a centrarlo.

C’è voluto tempo, applicazione e molto sforzo per riuscirci ma direi che ora sono piuttosto soddisfatto del risultato.

Uno dei trucchi che mi hanno maggiormente aiutato in tal senso è stato quello di abituarmi a pormi delle domande sul mio comportamento ogni volta che mi venivo a trovare in una situazione potenzialmente in grado di farmi “perdere le staffe”.

Quando sento che sto per innervosirmi e dare in escandescenze, cerco innanzitutto di prendere immediatamente consapevolezza del mio stato d’animo e mi pongo queste domande:

1. Non sarà forse colpa mia?

Perché sento la rabbia salire? C’è una ragione valida o forse sto creando tutto da solo nella mia mente? Non sarà forse stato il mio comportamento a causare questa situazione?

Quando senti che la situazione ti sta sfuggendo di mano, cerca di comprendere quali sono le tue responsabilità nella circostanza. Poniti nella prospettiva dell’altra persona e forse ti renderai conto che non hai nessun motivo valido per arrabbiarti.

2. Arrabbiandomi risolverò qualcosa?

A volte le nostre arrabbiature dipendono in modo palese dal comportamento altrui. Ci irritiamo quando gli altri sono in ritardo a un appuntamento, quando ci superano mentre siamo in coda al supermercato o ci tagliano la strada mentre siamo alla guida.

In tutti questi casi, arrabbiandoci riusciremo a risolvere la situazione e a sentirci bene? La risposta è no. Al contrario, ci sentiremo peggio e finiremo per amplificare negativamente una situazione che in fondo non era così esasperante.

3. Posso essere di aiuto?

A volte mi ritrovo a sentirmi frustrato e a perdere la pazienza soltanto perché mi sento incapace di essere di aiuto. In questi casi ho compreso la soluzione più efficace è quella di alzare la voce e chiedere apertamente a chi è vicino a me come posso essere di aiuto.

E’ proprio aiutando gli altri che spesso riusciamo a calmarci e a sentirci meglio. Ed è una sensazione impiegabile poter essere di aiuto.

4. Sono a disagio?

Quando mi sento a disagio tendo a perdere più facilmente la pazienza. Se riesco ad avere la lucidità di pormi questa domanda e ad assumere consapevolezza della situazione di disagio nella quale mi trovo, riesco comunque a tranquillizarmi.

Mi focalizzo allora sui motivi del disagio e lavoro su di essi piuttosto che limitarmi ad arrabbiarmi.

5. Posso provare a riderci su?

Ricorrere al senso dello humor è un’arma efficacissima per evitare di perdere la pazienza. Ovviamente riuscire a ridere di una situazione potenzialmente irritante non è affatto facile, ma vale la pena provarci.

Prova ad analizzare la situazione con distacco, osservala come se tu non ne fossi il protagonista e cerca di trovare dei lati divertenti che possano rendere buffa la vicenda.