È meglio essere ottimisti e avere torto, piuttosto che pessimisti e avere ragione” – Albert Einstein 

Oggi voglio parlarti di pensiero positivo.

La frase che ho scelto di Einstein rappresenta per molti il motivo per cui non è opportuno essere ottimisti: ci inganniamo e vediamo solo quello che vogliamo vedere.

Molti esperti e psicologi famosi sostengono che il pensiero positivo non serva e faccia addirittura male.

Io non penso che sia così, ma a condizione di non confondere il pensiero positivo con la superficialità e l’ingenuità.

Pensare positivo significa saper vedere le cose positive, non lasciarsi abbattere, avere entusiasmo e voglia di vivere e cercare sempre soluzioni ai problemi.

Che brutto vero?

Eh già, questo è ciò che io intendo per pensiero positivo, e oggi ne parliamo meglio, così avrai le idee più chiare e molta più voglia di agire e cambiare tutto!

Pensiero positivo: falsi miti che fanno male a tutti

Molti sono convinti che essere ottimisti significhi vedere le cose in modo distorto, senza tenere cioè conto della realtà.

Di fatto pochi si definiscono pessimisti, quasi tutti sono invece realisti. Almeno secondo loro 😉

Il realista pensa di vedere la realtà, mentre il pessimista e l’ottimista la vedono distorta. Ma il realista, è davvero in grado di osservare le cose come stanno?

Se guardiamo solo una faccia della medaglia, non siamo mai in grado di comprendere veramente le cose. L’errore che noto in molti realisti è di pensare che la realtà sia il passato.

La speranza non è contemplata nel concetto di realtà e quindi chi vuole vedere positivo è spesso considerato ingenuo.

Cosa vuol dire vedere positivo?

Semplicemente che si sceglie di osservare la vita sotto l’aspetto buono, costruttivo e utile che spesso viene trascurato.

Vedere positivo non significa credere nelle favole, ma sapere che in ogni situazione possiamo scegliere di focalizzare la nostra attenzione su quello che di buono c’è, convincersi che la nostra mancata comprensione dei motivi di un evento non significa che non ci siano buoni motivi per cui sia accaduto.

Quando parliamo di ottimismo e pessimismo non parliamo di una disposizione innata o una componente caratteriale impossibile da modificare, ma di un modo di pensare.

Imparare l’ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero

Guarda il prossimo video, è chiarissimo e ti farà profondamente riflettere su quello che vedi.

https://www.youtube.com/watch?v=wMXwXuGKKuQ

L’ottimista è colui che pensa in modo positivo, cerca le soluzioninon si scoraggiasa trovare il buono in ogni situazione, esalta le qualità degli altri.

Sono certo che tutti possiamo essere ottimisti, e voglio proporti alcune idee per allenare questo modo di pensare.

Per prima cosa devi prendere l’abitudine di guardare al lato bello delle cose.

Iniziamo con un semplice esercizio: basta che trovi per ogni persona che incontri per strada qualcosa di positivo e bello, anche una banalità, come ad esempio il taglio dei capelli, le scarpe, il sorriso, l’andatura.

Riprendi un episodio accaduto nella tua vita, qualcosa che non è stato un evento positivo e sforzati di trovare almeno un vantaggio che ne sia derivato, anche minimo.

Dobbiamo quindi cercare, in ogni momento, anche in quelli che sembrano peggiori, gli aspetti utili, le cose belle.

Dobbiamo imparare a osservare la bellezza nel mondo, imparare a cogliere il positivo che c’è.

Per qualsiasi cosa negativa che non ti piace, puoi trovarne almeno una positiva. Poi fai lo stesso con tutti gli altri episodi passati e abituati a farlo anche in futuro.

Come un incidente, ad esempio, ti ha dato modo di riflettere sulla tua vita, o come da una delusione sentimentale sia scaturito l’incontro giusto.

Inizia a usare la regola del “ma…”: ogni volta che ti trovi in una situazione complicata o hai un grosso problema pensa “ma nonostante tutto…” e completa la frase con le cose che, malgrado la situazione negativa, ancora sono positive.

Il punto fondamentale è orientare la nostra mente alle soluzioni e non solo ai problemi.

Pensare in modo ottimista non vuol dire pensare che tutto va bene, ma saper trovare sempre qualcosa di costruttivo e positivo.

E solo gli ottimisti sanno essere tenaci.

Pensare positivo è una scelta, non un colpo di fortuna

Ieri ho sentito al telegiornale una notizia molto curiosa e interessante.

Ricordi la giornalista ungherese che aveva fatto lo sgambetto al profugo con il bambino in braccio?

Ieri sento dal telegiornale che il bambino era, mano nella mano, con un certo Cristiano Ronaldo. Sì, uno dei calciatori più famosi del mondo.

Di solito, infatti, all’ingresso in campo, le squadre sono accompagnate dai bambini, uno per ogni calciatore.

E il bambino dell’episodio era arrivato col papà in Spagna e teneva per mano un calciatore conosciuto in tutto il mondo.

Non solo, perché il papà, che nel suo paese era allenatore di calcio, ha già trovato, in pochi giorni, una squadra spagnola da allenare.

Fortuna?

Pensi che se fossero stati due profughi anonimi, confusi nella massa di disperati che stanno arrivando in Europa in questi mesi, avrebbero avuto così tante opportunità?

Io credo di no.

Il gesto della giornalista è stato brutto, però è stato uno dei più importanti per i due siriani, anche se padre e figlio, in quel momento, non potevano saperlo.

Ha dato loro visibilità, la possibilità di farsi notare e avere opportunità precluse a quasi tutti gli altri.

Pensare positivo non significa applaudire allo sgambetto, ma rendersi conto che non sappiamo cosa succederà e che saper cogliere le opportunità, che spesso arriveranno in modi impensabili, è una capacità che puoi allenare e sviluppare.

Non un colpo di fortuna!

Devi pensare positivo per cogliere soluzioni e opportunità, devi pensare positivo per non arrenderti di fronte ai problemi.

L’ottimista non è colui che vede tutto “rosa”, che non si accorge dei problemi e in modo facile e fiabesco pensa di superarli tutti, ma colui che, nonostante le difficoltà, sa cogliere il lato bello della vita, sa vedere le cose positive e sa che, qualunque sfida dovrà affrontare, potrà vincerla.

Il pensiero positivo oggi. Rinnovare e alimentare il potere del pensiero positivo

Se vuoi diventare felice, devi pensare positivo, anche perché da questo dipende ciò che provi.

Se passi la maggior parte del tuo tempo focalizzandoti su quel che non va, avrai di conseguenza emozioni negative, magari di rabbia, delusione o tristezza, e agirai in base a queste emozioni.

Dobbiamo sempre ricordarci che le nostre emozioni derivano dal modo in cui osserviamo il mondo, dal modo in cui interpretiamo gli eventi.

L’indipendenza emotiva consiste nel divenire consapevoli che le nostre emozioni derivano dal nostro pensiero, ma comporta anche l’azione pratica per cambiarle.

Poiché siamo noi a crearle, perché dovremmo vivere una vita ricca di quelle negative?

Queste sono sempre un segnale di errore, ci indicano che qualcosa stiamo sbagliando, che dobbiamo risolvere un problema.

Ma se non cerchiamo la soluzione, se non ci concentriamo sulle possibilità costruttive, il problema non lo risolveremo mai.

Per fare tuo un modo di vivere positivo devi sempre cercare la soluzione, senza fermarti al problema.

Chi vede solo questo, infatti, non è mai obiettivo, ma limitato nelle sue azioni e scelte.

Qualcosa non va?

Bene, chiediti cosa rimane, cosa ancora c’è di buono.

Hai dei problemi, magari gravi?

Osserva la forza con cui li affronti, pensa a quel che nonostante tutto, ancora, puoi fare, cerca una soluzione e mettila in pratica ora, non domani.

Pensi che il mondo faccia pena?

Inizia a cercare le cose buone, le persone oneste, coloro che lottano per migliorarlo.

Tu decidi su cosa porre lo sguardo, spostalo dalle macerie e inizia a osservare chi fatica per ricostruire.

Amare è il risultato del vedere positivo

Amare è una scelta positiva, la più positiva di tutte, e non posso amare davvero se non comincio a vivere in modo positivo.

  • Amare vuol dire perdonareanche chi ci ha ferito, senza chiedere nulla come risarcimento.
  • Dare fiduciaanche a chi l’ha tradita, senza pretendere garanzie.
  • Dare noi stessiagli altri, senza chiedere nulla in cambio.
  • Condividere la nostra vita,senza altro motivo che non sia il piacere di farlo.

Solo se riusciamo a vedere positivo, se siamo capaci di nutrire speranza e fiducia nel prossimo e nel futuro possiamo realmente amare.

Un pessimista non può amare, così come un presunto realista.

Dico presunto perché di solito il realista maschera il suo pessimismo con una posizione accettabile dagli altri: chi vorrebbe frequentare un pessimista?

Molto meglio un saggio realista!

Se vado in montagna, posso osservare la cacca di mucca che ho calpestato, oppure non curarmene e pensare al panorama, se sento al telegiornale dell’ennesimo incidente posso convincermi che tutto sia brutto, oppure ricordarmi di coloro che lottano contro il tempo per salvare i feriti.

Dobbiamo adottare un modo di vivere positivo per non limitarci a comprendere la paura che abbiamo, ma per superarla con l’amore.

Se vivi pieno, o piena, di paure, di emozioni negative, di insicurezze e soffri per questo, devi comprenderle ovvio, ma poi agire concretamente e iniziare a vivere in modo positivo.

Imparare a essere curioso, o curiosa, felice senza pretese, concentrarti sulle cose belle, imparare ad amare senza chiedere niente in cambio.

Posso essere felice se scelgo di amare, ma non posso amare in un mondo che vedo solo negativo, se tutti sono pronti a farmi del male e non c’è motivo per impegnarsi e lottare.

Di ogni evento che ci capita, ci è già accaduto o si presenterà nel nostro futuro, puoi star certo, o certa, che ci sarà sempre qualcosa di utile da imparare, che sia una lezione da apprendere o un’opportunità inaspettata da cogliere.

La medaglia ha sempre due facce, se stai guardando quella sbagliata, forse è il momento di girarla.