“Ciò che siamo è il risultato di ciò che pensiamo”.

– Buddha

Pensaci bene: parliamo con noi stessi ogni momento della giornata.

No, non lo facciamo a voce alta, ma in maniera più sottile, silenziosa.

In maniera costante, una miriade di pensieri attraversa la nostra mente a velocità siderale mentre siamo presi da mille preoccupazioni e altrettante cose da fare.

Ma ci fermiamo mai a riflettere e a rivolgerci al nostro “io” del futuro, alla persona che saremo tra 10, 20 o 30 anni?

Molto raramente, anzi quasi mai.

E, invece, parlare al nostro io del futuro può rivelarsi qualcosa di estremamente utile e funzionale alla nostra crescita come individui, perché ci consente di osservare la realtà da una prospettiva più ampia, meno limitante.

Ecco alcuni consigli per farlo nel modo più efficace.

Utilizza la scrittura.

La scrittura è uno strumento sottovalutato. 

Durante il giorno accumuliamo così tanti pensieri senza affrontarli veramente, con la conseguenza che finiscono per trasformarsi in frustrazioni o emozioni represse.

Attraverso la scrittura, invece, hai la possibilità di fermarti a riflettere.

Cercando le giuste parole per esprimerti riesci a fare ordine nella tua mente, ad osservare la situazione con maggiore chiarezza.

La scrittura rende le tue capacità di analisi e di ragionamento molto più fluide e armoniche.

Scrivere una lettera al tuo “io” futuro è un modo per dipingere e immaginare la vita che desideri. 

Riempi queste lettere con speranze, sogni e con gli obiettivi che vuoi raggiungere. 

Per fare questo, devi prima lasciar andare tutte le restrizioni che stai affrontando nel presente e credere veramente che non ci siano limiti ai traguardi che potrai raggiungere. 

Ricorda di essere onesto e di non limitarti.

Puoi anche provare a fare l’opposto, ovvera a domandarti come ti parlerebbe il tuo “io” da bambino.

Questa è una splendida occasione per connetterti al momento in cui più eri fiducioso sul tuo futuro. 

Era il momento in cui ogni sogno era raggiungibile.

A volte, dobbiamo tornare da quel bambino e guardare il mondo da lenti colorate di rosa. 

Più diventiamo vecchi, più è facile che la nostra realtà limiti i nostri sogni .

Scrivi una lettera a te stesso da quel bambino interiore che esiste ancora dentro di te – quel bambino che non vuole che tu rinunci.

Trova chi ti possa aiutare.

Un uomo saggio mi consigliò una volta di avere sempre questi 3 tipi di persone nella mia vita – un mentore, un collega e un allievo.

Un mentore

Avere un mentore di valore può avere un impatto sulla tua vita e sul tuo futuro in modi inimmaginabili. 

Ma prima di iniziare il tuo percorso per trovare un mentore, devi prima capire quali sono i tuoi obiettivi e come individuare il mentore giusto per te. 

Il rapporto non si limita soltanto alla chimica della relazione, ma anche alla condivisione di valori personali.

Trova qualcuno che stia vivendo lo stile di vita che desideri e abbia raggiunto gli obiettivi che vuoi raggiungere.

Un collega

Oltre a un mentore, dovresti riuscire ad avere qualcuno che ti accompagni nel tuo viaggio.

Questa persona può essere qualcuno con cui puoi relazionarti, qualcuno che sta affrontando le tue stesse difficoltà o qualcuno che condivide una visione simile. 

La vita non è pensata per andare da solo ma in compagnia degli altri. 

Trova un partner o un gruppo che ti supporti e ti aiuti a navigare nelle sfide e nelle prove del tuo viaggio.

Un allievo

L’apprendimento è una strada a doppio senso, e c’è sempre l’opportunità di imparare dagli altri – anche da quelli che possono essere molto più giovani o meno esperti. 

Avere un allievo è importante quanto avere un mentore e un collega.

Perché possedere preziose conoscenze se poi non abbiamo nessuno a cui trasferirle? 

Diventando tu stesso un mentore, hai l’opportunità di osservare e analizzare determinate situazioni o circostanze da una prospettiva diversa, quella dell’ascolto e del supporto.