Se guardate le persone che vi sono attorno, proverete compassione per loro.

Fatelo ora: decine e decine di persone di persone sono sedute in questa sala, qualcuno di noi questa sera potrà essere morto.

Chi può escluderlo?

Una sera noi tutti saremo morti, un giorno noi tutti saremo scomparsi.

E se io mi rendo conto che forse non rivedrò mai più il volto di chi ora mi sta vicino, il mio cuore non proverà compassione per queste persone?

Poco fa ho visitato un giardino e quei fiori sbocciati questa sera saranno già appassiti. La loro vita è molto breve: sbocciano al mattino e la sera sono sfioriti.

Non vi riempie di compassione sapere che quei fiori ora così ridenti appassiranno, cadranno e si uniranno alla polvere?

L’idea che di notte alcune stelle vadano in frantumi e cadano, non vi riempie di compassione per loro?

Se ci fosse comprensione, il semplice guardarci intorno ci renderebbe compassionevoli verso ogni cosa, verso ogni persona.

Proveremmo simpatia verso tutto ciò che ci circonda.

Il nostro incontro è così breve, questa vita è così complessa, questa opportunità è così rara.

Ogni persona ha in sé così tanta passione, così tanti desideri, così tanto dolore… eppure riusciamo a vivere, ad amare e a creare… tutto questo non dovrebbe suscitare compassione infinita?

Quando qualcuno viene da me con amore e mi tiene le mani, provo un’infinita compassione. Quella persona sta tentando di dirmi qualcosa, ma il linguaggio è inadeguato, così ci prova tenendomi le mani.

Quando una persona abbraccia qualcuno, lo fa perché il linguaggio è inadeguato. E allora porta il proprio cuore vicino a quello dell’altro perché non trova altro modo di esprimersi.

Capite ciò che vi dico? Sarebbe un mondo triste quello in cui non fossimo mai sopraffatti da emozioni esprimibili solo abbracciando qualcun altro. L’uomo diventerebbe arido e insignificante.

Tenere le mani, abbracciare, piangere lacrime di amore: non c’è niente di più bello su questa Terra. Nessuna poesia, nessuna canzone è più bella delle lacrime che giungono in un momento d’amore.

E se tutto questo viene compreso, se viene ricordato, se può essere visto, come potete non essere colmi di compassione?

Ma voi cosa vedete? Nelle persone vedete cose che non generano compassione, ma critiche.

Vedete nelle persone ciò che fa nascere la vostra rabbia, invece della vostra compassione.

Nelle persone voi mettete a fuoco ciò che non è autentico, ciò che non è coraggio, ma debolezza.

Un uomo impreca contro di me, è questo il suo cuore? No, è la sua debolezza.

C’è un cuore dentro al peggiore degli uomini, e se riuscissimo a raggiungerlo, saremmo tutti colmi di compassione, immensamente compassionevoli.

La vita è breve, dura solo pochi giorni. In realtà nemmeno i prossimi minuti sono una certezza.

E se, in questi brevi attimi di vita, non sorge in noi alcuna compassione, vuol dire che non siamo stati umani, non abbiamo compreso la vita, non l’abbiamo riconosciuta.

Quindi diffondete compassione intorno a voi e guardatevi intorno: la gente è già così infelice, non aggiungete nulla alla loro infelicità.

La vostra compassione diminuirà la loro infelicità. Basterà una parola piena di compassione per alleggerire il loro peso di miseria; non aumentatelo.

Ma di solito è proprio ciò che facciamo: ci aiutiamo a vicenda a essere più infelici.

Ogni singola persona ha dietro di sé molte persone che lo rendono infelice.

Se esisterà una comprensione della compassione, si potrà ribaltare questa condizione.

E se siete in grado di portare felicità nella vita degli altri, troverete il modo per farlo.

Inoltre ricordate una cosa: chiunque porti infelicità agli altri, alla fine diventa egli stesso infelice, e chiunque porti felicità agli altri, alla fine raggiunge la vetta della felicità.

Ecco perché dico che chi cerca di dare felicità agli altri, sviluppa il centro della felicità dentro di sé, e chi cerca di causare infelicità agli altri, sviluppa il centro dell’infelicità dentro di sé.

Il frutto non viene dall’esterno, viene creato all’interno.

Qualsiasi cosa facciamo, sviluppiamo recettività per quella stessa cosa dentro di noi.

Se qualcuno vuole amore, dovrebbe diffondere il proprio amore.

Se qualcuno vuole beatitudine, dovrebbe iniziare a condividere la propria beatitudine.

Non c’è altro modo.

Per concludere: la compassione è un’emozione che ognuno deve sviluppare per entrare in meditazione.”

– Osho