Quali sono i fattori che determinano il livello qualitativo e quantitativo delle tue relazioni personali?

Da parte mia ritengo che l’elemento assolutamente centrale al riguardo sia il tuo atteggiamento mentale nel rapporto con l’altro.

Ci sono infatti diversi modi per relazionarsi al prossimo e la tua scelta in tal senso è in grado di determinare una differenza enorme.

Puoi scegliere di assumere nelle tue relazioni una prospettiva statica e passiva, quasi rinunciataria, oppure puoi decidere di optare per una scelta più stimolante, aperta e certamente più appagante.

Tutto dipende esclusivamente da te, dal tuo approccio, dal tuo atteggiamento mentale e dalla tua volontà di essere attore della tua vita, senza rinunciare a occasioni e opportunità di crescere e svilupparti insieme al prossimo.

L’atteggiamento mentale che limita le relazioni

Proviamo a considerare, innanzitutto, il tipo di approccio mentale alle relazioni personali che più facilmente è riscontrabile nel mondo in cui viviamo.

L’assunto di base più comune è che ciascuno di noi sia, in ultimo, un essere totalmente separato e distinto dagli altri.

Questa prospettiva reca con sé alcune conseguenze rilevanti, tutte discendenti dal punto di partenza appena indicato, ovvero la separazione tra noi e il prossimo, la distinzione netta tra la nostra individualità e quella dell’altro.

In quest’ottica, ogni rapporto personale trova la sua manifestazione tipica, classica, nella creazione di un vincolo di fiducia, nella vicinanza fisica e nella familiarità, tutti aspetti per la creazione dei quali è necessario investire tempo, energia e fatica. Investiamo dunque le nostre risorse per costruire dei rapporti migliori e più solidi.

In tale contesto le relazioni umane al di fuori del ristretto novero di familiari e amici sono concepite come rapporti potenzialmente rischiosi e per loro natura insondabili, in quanto il prossimo viene identificato come sconosciuto, come altro da noi.

Secondo questa modalità di approccio alle relazioni, dunque, è sempre necessario un minimo di coraggio per avvicinarsi ad uno sconosciuto, perchè chi non conosciamo è per definizione un’incognita e non possiamo individuare in anticipo quale forma di resistenza ci troveremo di fronte quando proveremo ad iniziare una conversazione con uno sconosciuto. Al punto che spesso ci rinunciamo del tutto e preferiamo non rivolgere la parola a chi non conosciamo: vogliamo evitare di creare malintesi o di non essere compresi, perchè, in fondo, l’altro è diverso, distinto e separato da noi.

Questo tipo di atteggiamento, questa modalità di approccio mentale alle relazioni personali è quella più comune, è la struttura relazionale di base con cui la maggior parte delle persone si può identificare.

Non è ravvisabile nulla di malvagio, ovviamente, in tale approccio, ma a ben vedere si tratta di una prospettiva estremamente limitante che non consente di vivere le relazioni personali in tutto il loro potenziale.

Questo tipo di atteggiamento mentale costituisce un limite rilevante per la nostra crescita personale e per il nostro completo sviluppo come individui in quanto non ci stimola ad esporci apertamente al prossimo, indipendentemente da chi sia il nostro interlocutore del momento. E’ un limite perché ci trattiene dall’espanderci totalmente verso gli altri, mantenendoci spesso confinati dietro la barriera di sicurezza rappresentata dalla ristretta cerchia di parenti e amici. E’ un approccio mentale che necessariamente limita l’intensità, la qualità e la quantità delle relazioni.

Proviamo allora a vedere come rispetto alla visione appena esposta vi sia un’alternativa estremamente più stimolante.

L’atteggiamento mentale che arricchisce le relazioni

Una prospettiva radicalmente opposta rispetto a quella sopra enunciata trova la sua sintesi nell’affermazione di un’innata ed intima connessione tra noi e il prossimo.

In tale contesto, ogni persona che incroci sul cammino della tua vita, anche un perfetto sconosciuto, è già intimamente connesso a te come individuo: l’altro non costituisce un essere distinto e separato, alieno e insondabile, ma esattamente come te è parte di un tutto unico, come le singole cellule rispetto alla totalità di un corpo.

Tu e il prossimo siete riconducibli ad un’unica natura, fate parte l’uno dell’altro. Tu sei anche l’altro e il prossimo è parte di te.

Quali sono le conseguenze di questo tipo di approccio mentale rispetto ai rapporti interpersonali?
In questa prospettiva, innanzitutto, il prossimo non è concepito come un individuo nettamente distinto e separato rispetto alla tua persona. Entrambi siete infatti riconducibli ad un’unica unità, tra voi siete già profondamente connessi, non è necessario costruire una relazione, ma semplicemente renderla manifesta perchè una connessione, un’intima relazione sussiste già per natura.

In tale contesto non è necessaria alcuna forma di coraggio per approcciare una persona, perchè un perfetto sconosciuto è intimamente vicino a te allo stesso modo del tuo migliore amico. Tutti i rapporti personali sono rilevanti e significativi. Anche lo sconosciuto che incroci per strada è parte di te.

Analogamente, non hai necessità di vincolarti al prossimo per amarlo perchè in realtà siete incondizionatamente già uniti.

Questo atteggiamento mentale può apparire a prima vista forzato e distante dalla realtà. Ma è straordinario l’impatto che può avere sulla qualità della tua vita relazionale.

Aprirti totalmente al prossimo e riconoscerlo come parte di te può spalancarti la via ad incontri ed esperienze esaltanti, è in grado di consentirti di vivere la tua esistenza nel pieno delle tue possibilità, vivo e totalmente disponibile all’incontro con l’altro.

E’ questa la strada attraverso cui puoi svilupparti compiutamente come individuo e crescere insieme all’altro.

Prova allora ad iniziare a riconoscere il filo che ti lega al prossimo, prova ad amare lo sconosciuto, cerca di cogliere l’intima relazione che ti tiene vicino all’altro.

Prova ad accantonare la paura e apriti totalmente al prossimo, non temere il rifiuto, esprimi in pieno la tua individualità e avvicinati all’altro come se fosse te stesso, con sincerità, onestà e totale fiducia. L’altro è già parte di te e la frapposizione di barriere può condurre solamente ad un impoverimento dei tuoi rapporti personali.

Ogni incontro è invece un’occasione di riconoscimento, un’opportunità per arricchirti come persona e per svelare l’intima connessione che già ti unisce al prossimo. Prova a liberarti delle tue paure e a spogliarti delle tue maschere, mostra la tua autenticità e prova ad esporti, non frenarti, abbandona i tuoi limiti. Non c’è alcun pericolo, nessun timore di incomprensione. Tu ed io, tu e gli altri, siamo giù uniti, siamo parte di un’unica entità: non c’è bisogno di fingere, mostrati autentico, disponibile e aperto in modo incondizionato.

Sorridi allo sconosciuto, parlagli come se fosse un fratello e abbandona le tue paure. Per crescere insieme e per svilupparci come individui, nel pieno delle nostre possibilità.