“A volte, quando medito, sento di volermi isolare dalla gente e di voler stare da solo, in modo da poter andare in profondità all’interno di me stesso ed essere indipendente. Ma la mia ragazza ne viene turbata. Che debbo fare?”

È un malinteso. Hai preso l’interdipendenza per dipendenza. È un’idea sbagliata e, a causa di quest’idea sbagliata, nasce un desiderio sbagliato: quello di diventare indipendenti. Da un errore ne nasce un altro.

L’indipendenza è una cosa impossibile; se qualcuno vuole insegnartela – ci sono persone che lo fanno – stanno insegnando solo delle gran sciocchezze.

Sei parte del tutto, sei tutt’uno con il tutto, sei un’onda del mare.Quindi la prima cosa da comprendere è che io non insegno l’isolamento, perché non insegno l’ego. Non insegno l’isolamento, perché voglio che tu abbandoni l’ego, non che abbandoni il mondo.

Il mondo non è un problema. Il mondo è straordinariamente bello, è gioia pura; non c’è nulla che non vada in esso. C’è qualcosa che non va in te, non nel mondo. Lascia andare quello che c’è in te di sbagliato, ma non rinunciare al mondo.

Io affermo la vita, senza alcuna condizione. Se vuoi proprio lasciare andare qualcosa, lascia andare te stesso. Se vuoi rinunciare a qualcosa, rinuncia a te stesso. E l’unico modo di rinunciare a se stessi, è quello di celebrare.

Quando sei felice, tu non ci sei; quando sei triste allora sì che ci sei. Quando sei depresso, ci sei; quando sei colmo di gioia, non ci sei.