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“La vita è un’unità. 

Dio e amore sono espressioni per descrivere questa unità, questa interdipendenza.

Io non insegno l’isolamento perché non insegno l’ego. Io non ti insegno a isolarti perché voglio che abbandoni l’ego, non il mondo.

Il problema non è il mondo: il mondo è bellissimo, è pura gioia, non c’è nulla di sbagliato. 

E’ in te che c’è qualcosa di sbagliato, non nel mondo. Abbandona ciò che in te è sbagliato, non rinunciare al mondo.

Io ti insegno a celebrare il mondo, non a rinunciarci. 

Io affermo la vita e la affermo incondizionatamente.

E ti dico che quelli che ti insegnano a rinunciare sono pericolosi, perché fin dall’inizio ti insegnano qualcosa di assolutamente sbagliato.

Ti dicono che nel mondo c’è qualcosa di sbagliato e ti invitano a rinunciare al mondo.

Io ti dico esattamente l’opposto: se vuoi abbandonare qualcosa, abbandona te stesso. Se vuoi rinunciare a qualcosa rinuncia a te stesso, rinuncia al tuo ego.

Lo puoi fare in un solo modo: l’unico modo per rinunciare a se stessi è celebrare.

E questo perché quando sei felice, tu non ci sei. Quando sei triste, ci sei. Quando sei depresso, ci sei. Quando sei colmo di gioia, non ci sei.

Nell’estasi, nella beatitudine, tu svanisci.

Danza. Quando la danza ti possiede totalmente, quando c’è solo la danza, colui che danza non c’è più, è svanito, non esiste.

Tu dici: spesso sento il desiderio di avere un posto isolato e sicuro in cui potermi davvero lasciare andare.

Ma quando sei solo puoi coltivare solo un tipo di religiosità falsa, perché quando sei solo nessuno può farti arrabbiare, nessuno può farti diventare triste, nessuno può esporre la tua falsità.

Sei solo, non puoi arrabbiarti. Non che la rabbia sia scomparsa, semplicemente non hai l’occasione di arrabbiarti. Tu sei pieno di rabbia, ma non c’è nessuno che può insultarti, ferirti, manca l’occasione.

Vivi per cinquant’anni sull’Himalaya e poi torna nel mondo: scoprirai immediatamente che la rabbia è ancora lì, con la stessa freschezza e forse anche più potente perché in cinquant’anni hai accumulato rabbia, hai accumulato veleno.

Si ha paura di tornare al mondo. Se vai sull’Himalaya, vedrai molte persone bloccate lì: sono dei vigliacchi, non riescono a ritornare nel mondo.

Che tipo di purezza è questa, se ha paura? Che tipo di luce è questa, se ha paura del buio?

Ma costoro restano bloccati là: più rimangono là, più diventano incapaci di tornare nel mondo, perché sull’Himalaya possono avere illusioni bellissime, nessuno le distruggerà.

Nel mondo è difficile: qualcuno arriva e ti pesta un piede, qualcun altro arriva e ti ferisce. 

Devi lasciare andare la rabbia mentre sei in questo mondo, senza rinunciare al mondo. 

Il mio sforzo è portarti a un cambiamento mentre sei in questo mondo: non cercare di modificare il paesaggio intorno a te, modifica te stesso

Una sostituzione di scena non aiuterà nessuno, non ha mai aiutato nessuno. 

Anche meditare per ventiquattro ore al giorno non ti sarà di nessuno aiuto, se la meditazione non diventa uno stile di vita. 

La meditazione non ti sarà di nessun aiuto se non vivi in modo meditativo.

Il punto non è la quantità ma la qualità: il modo in cui ti muovi, il modo in cui cammini, il modo in cui mangi; tutto diventa meditativo, la meditazione diventa una qualità della tua vita.

Cerca di comprendere: la meditazione deve diventare come un clima attorno a te, l’atmosfera in cui vivi.

Dovunque tu vada, porti con te il tuo clima, anche se fuori c’è tempesta, anche se fuori c’è burrasca.

Ecco perché non ti chiedo di isolarti, non ti chiedo di andare sulle montagne a meditare tutto il giorno, perché ti darebbe una visione errata.

Se cerchi di evitare il mondo e le sue distrazioni, non potrai mai andare in profondità dentro te stesso, perché dovunque sarai le distrazioni ti seguiranno, sono dentro di te.

Ti racconterò una storia.

Un uomo si sentiva molto infastidito dalla moglie, perché tutte le volte che meditava, la moglie si metteva a parlare ad alta voce. E lui si distraeva.

Perciò lascio la casa e andò nella foresta, ma gli animali e i corvi cominciarono a disturbarlo.

Talvolta accadeva anche che non ci fossero disturbi di alcun tipo, e ciò diventava il disturbo: nel silenzio assoluto quell’uomo si distraeva, chiedendosi “cosa sta accadendo? Dove sono finiti tutti gli animali e gli uccelli?“.

La distrazione non è una realtà oggettiva, non è fuori di te: è qualcosa dentro di te.

Tu non riesci ad accettare, ad accogliere, a includere, perciò ti senti sempre infastidito.

Se accetti, il fastidio svanisce. Se accetti, niente è un reale fastidio.

E’ il tuo stesso rifiuto che crea il fastidio. 

Perciò, se vuoi meditare senza che niente ti disturbi, non rifiutare nulla.

Il rumore del traffico deve essere accettato, è parte di questo mondo e va benissimo. Il bambino che piange e strilla è parte di questo mondo e va benissimo.

Quando dici che ogni cosa va bene, osserva questa sensazione che tutto va bene e accetta: qualcosa in te si scioglierà e niente potrà disturbarti.

Finché non accade puoi andare dove vuoi, sulle montagne, sull’Himalaya, e ti sentirai sempre disturbato in un modo o nell’altro.

Non è necessario ritirarsi dal mondo, anzi è anche dannoso perché ritirandoti rafforzi il tuo ego.

Non ritirarti, sciogliti piuttosto: io ti insegno l’esatto opposto. Sciogliti.

Se ti ritiri dal mondo, non sarai mai in grado di ritornare nel mondo senza appartenergli. 

Se davvero vuoi arrivare in quello spazio bellissimo in cui sei nel mondo ma non del mondo, devi viverci fin dall’inizio. Devi rimanere nel mondo e lavorarci su.

E’ difficile, lo so: è per questo che la gente fugge nella foresta o sulle montagne, perché le sembra più facile.

Pensi che quanti sono usciti dal mondo sono coraggiosi? Allora non hai capito granché.

Sono codardi, sono fuggiti perché non riuscivano a reggere, sono fuggiti perché non riuscivano a crescere, a stare nel mondo. Sono fuggiti perché per loro il mondo era troppo.

La religione è coraggio, non vigliaccheria. Abbi il coraggio di affrontare il mondo.

Non c’è bisogno di evitare nulla. Ogni sforzo diretto alla rinuncia è generato dalla paura.

Vivi, non evitare. Non fuggire da nulla, entra profondamente in ogni cosa, vivila con gioia, non scappare.

Dio è nascosto in questi fiori, in questi alberi, in queste rocce, in te, in me. Da ogni fiore diffonde il suo profumo.

Questo è il suo modo di essere, la sua manifestazione. Se la eviti, eviterai anche Dio.

Entraci, entra nel profumo del fiore, solo così troverai il profumo del divino nascosto all’interno.

Avvicina ogni essere umano con profondo amore, con compassione, con umiltà.

Non ti dico di rinunciare, ti dico di entrare in ogni cosa in profondità. Entraci, il mondo è il tempio del divino.

Dovunque tu sia e attraverso ogni cosa, cerca di trovare il divino e lo troverai dappertutto e in ogni cosa

Gesù dice: “Io sono nascosto in ogni pietra. Scava la roccia e lì mi troverai. Spezza il ceppo e lì mi troverai.

Egli è dappertutto, è l’esistenza stessa, è l’essenza stessa dell’essere.

Non cercare di evitare. Fuga, rinuncia, isolamento: sono soltanto parole sbagliate, lasciale perdere.

Trova espressioni positive come parte integrante della tua vita: coinvolgimento, impegno, gioia, celebrazione, delizia, estasi. Allora sarai sulla via giusta.

Dio e il mondo non sono opposti. Dio è nel mondo, il mondo è Dio.”

– Osho