Normalmente pensiamo alla paura come a qualcosa che ci paralizza o come a qualcosa da evitare… ma cosa accadrebbe se invece provassimo a pensare alla paura come a un potente strumento nelle nostre mani?

Cosa accadrebbe se avessimo l’abilità di usare questo potente strumento con maestria?

Diventeremmo padroni della nostra vita, in grado di annientare e superare la paura del rifiuto, la paura del fallimento, la paura di essere ridicoli.

La paura di solito è per noi una barriera, un ostacolo che ci separa dal compiere grandi cose nella vita. Concepiamo la paura come una minaccia, uno spettro in grado di umiliarci e rendere miserabili le nostre esperienze.

Ma, in verità, la paura è uno strumento estremamente utile.

Tanto tempo fa, la paura era un segnale per scappare da un leone o da un altro pericolo, e ciò la rendeva un prezioso alleato.

Ai giorni nostri, difficilmente ci troviamo in situazioni di pericolo fisico, ma gli stessi segnali di paura si presentano ugualmente, anche quando stiamo cercando di inseguire i nostri sogni o ci apriamo agli altri rendendoci vulnerabili.

Ai giorni nostri, le paure non sono più relative all’incolumità fisica, ma al timore di non valere abbastanza.

Ecco alcuni esempi:

Paura di fallire
Paura di essere inadeguati
Paura di essere rifiutati
Paura di non essere preparati
Paura di essere ridicoli

Osservando bene, è facile constatare come in fondo si tratti sempre della medesima paura: la paura di non valere abbastanza. Se non valiamo abbastanza, possiamo fallire, siamo inadeguati, possiamo essere rifiutati, non ci sentiamo preparati e possiamo apparire ridicoli.

La nostra paura più profonda e più comune è quella di non valere abbastanza.

Non si tratta più quindi di un pericolo fisico, ma di qualcosa di interiore.

La paura, dunque, non è più il segnale che è arrivato il momento di scappare via.

Al contrario, la paura è il segnale che dobbiamo andare incontro a qualcosa.

Vediamo cosa, vediamo come.

La Libertà e il Muro della Paura

Ogni qualvolta proviamo paura, significa che ci troviamo di fronte a un muro… oltre il quale si trova una certa forma di libertà.

E’ una libertà che desideriamo, e aspirare a questa libertà è per noi qualcosa di positivo e stimolante.

Ma per raggiungerla dobbiamo fronteggiare la nostra paura: e questo ci blocca, perché la nostra reazione naturale davanti alla paura è quella di fuggire.

Evitando la paura, rimaniamo dalla parte del muro in cui ci sentiamo a nostro agio, dove sappiamo ciò che stiamo facendo, dove le cose sono semplici. E fintanto che continueremo ad evitare ciò che ci spaventa rimarremo intrappolati da quel muro di paura .

Cosa accadrebbe se riuscissimo a scavalcare quel muro? Avremmo libertà: la libertà di connetterci con gli altri in modo aperto e vulnerabile, la libertà di rivelarci per ciò che siamo e inseguire quella vita ricca di significato a cui davvero aspiriamo, la libertà di esprimere il nostro io più autentico con amore, gioia e gratitudine.

Questa libertà è dall’altra parte del muro della paura. Quindi nel momento in cui proviamo paura, questo è in effetti il segnale che dobbiamo muoverci verso la paura.

Si, è difficile. Ma evitare la paura non funziona. Crea anzi maggiori difficoltà.

Proviamo allora a non fuggire, proviamo ad osservare il turbinio interiore che la nostra paura sta segnalando, andiamo dentro all’oscurità del nostro io e osserviamo cosa c’è lì. Questo significa guardare al perché riteniamo di non valere abbastanza, significa cercare di imparare ad amarci, imparare a fidarci di noi, imparare che siamo importanti anche se falliamo o se siamo rifiutati.

E possiamo anche prendere coraggio e scegliere di agire, nonostante la paura.

Agire di Fronte alla Paura

Soltanto perché la paura è presente, questo non significa che dobbiamo scappare. Possiamo infatti cercare di agire con consapevolezza anche con la paura nel nostro corpo.

La pratica consiste nel prendere atto in modo consapevole che abbiamo paura, e osservare la nostra reazione abituale. Rimanere con la paura, e osservare quale tipo di sensazione fisica proviamo. Prendere atto che in fondo non fa così male, che possiamo sentirci OK anche nel bel mezzo di quella sensazione fisica. Dopo tutto, si tratta soltanto di ormoni nel nostro corpo, soltanto di energia ed eccitazione.

Quando siamo consapevoli e presenti nel momento, possiamo agire: avere una conversazione, salire su un palco, andare ad un evento sociale, scrivere un libro. Possiamo immergerci completamente nel momento presente, sentendo la paura nel nostro corpo ma nonostante ciò continuando ad agire.

La paura è una preoccupazione rivolta al futuro, che è qualcosa che non esiste. Prendendo atto di questo, possiamo riportare noi stessi al momento presente. Possiamo provare gratitudine per ciò che è di fronte a noi. Possiamo sorridere di fronte alla nostra paura, e possiamo agire.

Tutto questo richiede pratica. Prova ad iniziare ora: vai verso ciò che ti fa paura, fallo ripetutamente. Diventa amico della paura. Abbraccia il coraggio, spingiti oltre il muro della paura verso una libertà sconfinata.

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