Il confronto è il ladro della gioia“.Theodore Roosevelt

Molti di noi trascorrono gran parte della propria esistenza confrontandosi costantemente con gli altri. Si inizia da adolescenti con la scuola, lo sport e l’aspetto fisico. Si prosegue poi invecchiando, quando prendiamo l’abitudine di confrontarci con gli altri attraverso altri parametri quali lo status sociale, la professione, il reddito, i successi mondani, la casa, l’auto e così via.

Esiste di fatto un numero pressoché infinito di aspetti rispetto ai quali possiamo confrontarci con gli altri e un numero pressoché infinito di persone con cui poterci confrontare. Una volta che intraprendiamo questa strada, non si arriva mai alla fine.

La tendenza a confrontare noi stessi agli altri è umana come qualsiasi altra emozione. Ma si tratta senza dubbio di un’abitudine che finisce per sottrarre felicità alle nostre esistenze. Ed è un’abitudine che presenta numerose carenze:

I nostri confronti sono sempre ingiusti. In genere abbiamo la tendenza di paragonare il peggio di noi stessi con ciò che presumiamo essere il meglio degli altri.

I confronti, per definizione, richiedono metri di paragone. Ma non è molto saggio ritenere che ogni aspetto della nostra vita possa essere calcolato e misurato.

I confronti ci sottraggono tempo prezioso. Sicuro che non potresti impiegare meglio il tempo che hai a disposizione?

Sei una persona troppo unica per poterti confrontare in modo equo. I tuoi doni, i tuoi talenti e il tuo valore sono qualcosa che appartiene soltanto a te e non potranno mai essere adeguatamente paragonati a nessun altro.

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Non hai nulla da guadagnare, ma molto da perdere. Ad esempio: il tuo orgoglio, la tua fiducia, la tua autostima.

Non c’è fine al possibile numero di confronti. L’abitudine non potrà mai essere superata dal fatto di uscire vincitore da un confronto. Ci sarà sempre qualcuno o qualcosa rispetto a cui paragonarsi.

Il confronto pone attenzione sulla persona sbagliata. In una certa misura, ciascuno di noi ha la possibilità di controllare la propria vita. Ma quando ci si confronta costantemente con gli altri, sprechiamo energia preziosa concentrandosi sulla vita altrui, piuttosto che sulla nostra.

I confronti spesso sfociano nel risentimento. Risentimento verso gli altri e verso noi stessi.

I confronti ci privano della gioia. Non aggiungono nessun valore, contenuto o significato alla nostra vita. Ci allontanano soltanto da tutto questo.

A ben vedere, dunque, gli effetti negativi del confronto sono ampi e di vasta portata. Come riuscere, allora, a liberarci da questa abitudine così controproducente?

1. Prendi consapevolezza degli effetti dannosi del confronto.

Dai uno sguardo attento alla lista precedente. Prendi nota degli effetti negativi che il confronto può avere nella tua vita. E rendi una priorità l’obiettivo di rimuovere ogni forma di paragone dalla tua esistenza.

2. Riconosci il giusto valore ai tuoi talenti e alle tue capacità.

Se sei uno scrittore, un musicista, un medico, un architetto, una madre o uno studente, allora disponi già di tutto ciò di cui hai bisogno per amare, contribuire e condurre un’esistenza piena di significato. Hai tutto il necessario per realizzare del bene nella tua piccola parte di mondo.

Questo significa che per condurre un’esistenza piena di significato devi solamente concentrarti sulle tue risorse e sulle tue capacità, senza bisogno di confrontarti con nessun altro.

3. Persegui ciò che non può essere misurato.

Alcuni dei più grandi tesori di questo mondo sono nascosti alla vista: l’amore, l’umiltà, l’empatia, l’altruismo, la generosità. Questi sono doni così preziosi che sfuggono a qualsiasi misurazione, paragono o confronto.

Coltiva questi valori con tutte le tue forze e fanne l’espressione unica del tuo successo.

4. Competi di meno. Apprezza di più.

Ci possono essere circostanze in cui la concorrenza è appropriata e finanche opportuna, ma la vita non rientra affatto in questo genere di categoria.

Siamo stati tutti gettati insieme in questo specifico pianeta in questo preciso momento. E prima smetteremo di competere con gli altri per “vincere”, prima potremo cominciare a lavorare insieme per rendere migliore il mondo in cui viviamo. Il primo e più importante passo per superare l’abitudine di competere è quello di apprezzare ciò che abbiamo e complimentarci con gli altri per il loro contributo.

5. Gratitudine, riconoscenza, gratitudine.

La gratitudine ci costringe sempre a riconoscere tutto ciò che di buono e di bello abbiamo già intorno a noi.

6. Ricorda a te stesso che nessuno è perfetto.

Anche coloro che ti appaiono perfetti, in realtà non lo sono, com’è ovvio. Nessuno è perfetto. Ciascuno di noi presenta straordinari pregi e meravigliosi difetti, rispetto ai quali siamo chiamati a dare il nostro meglio per sfruttare le nostre potenzialità e crescere pienamente come individui.

Non c’è trionfo senza ostacoli da superare, nessuna resistenza immune da dolore e difficoltà. Chiunque incontrerai lungo il tuo percorso starà combattendo la propria battaglia contro le difficoltà della vita. Piuttosto che vedere l’altro come un concorrente, fanne oggetto della tua gentilezza.

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7. Fai una passeggiata.

La prossima volta che ti ritrovi a confrontarti con gli altri, alzati e cambia immediatamente ambiente. Cambia stanza, fai una passeggiata, allontanati da ogni contesto che possa indurti a ricadere nel circolo vizioso del confronto. Fai in modo che il cambiamento del tuo ambiente influenzi il tuo modo di pensare, inducendoti a riflessioni più virtuose.

8. Trova l’ispirazione senza scendere a paragoni.

Come abbiamo visto, paragonare la nostra vita a quella degli altri è piuttosto controproducente. Al contrario, trovare ispirazione e imparare dagli altri è cosa del tutto saggia. Lavorare sodo per imparare dagli altri è ciò che fa la differenza.

Poni domande alle persone che ammiri, osserva i loro comportamenti e lasciati ispirare dalle loro azioni. Mantieni un atteggiamento umile ma sicuro e conserva sempre una profonda apertura verso gli insegnamenti che puoi trarre dalle persone che ti circondano.

9. Se hai bisogno di confrontarti con qualcuno, confrontati con te stesso.

Un obiettivo nobile e significativo è certamente quello di sforzarci di essere la migliore versione di noi stessi, cercando di migliorarci un pochino ogni giorno. Ad ogni livello, mentale, fisico e spirituale. E questo non solo per noi stessi, ma anche e soprattutto per il beneficio e il contributo che in tal modo possiamo offrire agli altri.

Lavorare sodo per prenderci cura di noi. Impegnarci a crescere un pochino ogni giorno. E imparare a celebrare i piccoli progressi che realizziamo, senza doverci preoccupare di confrontarci con gli altri. Aiutare anche gli altri nel loro percorso e celebrando al loro fianco anche i loro successi. Non è forse questa una semplice piccola ricetta per la felicità?