“Io accolgo l’essere umano così com’è.

Certamente, ora molto è potenziale, ma così com’è l’essere umano non deve essere condannato.

Non c’è nulla da condannare nell’uomo.

L’uomo è il seme, e se condanni il seme, come puoi elogiare l’albero?

Io accetto l’essere umano così com’è – totalmente, senza alcuna negazione.

Semplicemente dico che così com’è oggi non è l’unico modo in cui l’uomo può essere, la sua realizzazione finale: dico che questo è soltanto l’inizio.

L’essere umano è soltanto un seme che può crescere e diventare non solo un grande albero, ma un qualcosa di divino.

Ogni uomo può essere dio. Ma ora, così com’è, è soltanto un seme.

E il seme deve essere protetto, il seme deve essere amato, al seme deve essere data ogni opportunità per crescere.

Questa crescita avviene attraverso la volontà di essere liberi, attraverso la volontà di uscire dalla nostra zona di sicurezza.

Vedi il seme: il seme è al sicuro. L’albero non è così al sicuro.

Il seme è al riparo, protetto. Nel momento in cui il seme evolve e l’albero inizia a crescere, la potenzialità inizia ad attivarsi.

Ci saranno pericoli, difficoltà, innumerevoli possibilità di soccombere: qualcosa di molto delicato in lotta con l’intero universo.

Ma fintanto che il seme non prova a crescere e a diventare albero, rimarrà qualcosa di morto, qualcosa dalla potenzialità inespressa.

E per quanto ne so, gli esseri umani, a meno che non decidano di crescere, di uscire dalla propria zona di sicurezza e fare un salto nell’ignoto, sono destinati a rimanere semi – al sicuro, ma morti.”

– Osho